[PLUTO-ildp] Versione inglese del sito del PLUTO

Claudio Cattazzo claudio a pluto.it
Ven 9 Gen 2004 16:39:48 CET


On Fri, Jan 09, 2004 at 04:02:53PM +0100, Marco Cova wrote:
[...]
>    In particolare, il sito non tiene in conto del fatto che ildp ha 2
>    tipi di utenti con esigenze piuttosto diverse: i collaboratori
>    (traduttori, revisori, etc.) e i lettori di documentazione in
>    italiano. I primi cercano documenti da tradurre, aggiornare,
>    revisionare; hanno una parte attiva nella fruizione e gestione del
>    sito (pubblicano nuove parti, modificano parti del sito esistenti);
>    usano strumenti specifici per questi compiti. I lettori cercano
>    documenti da consultare; interagiscono in maniera prevalentemente
>    passiva; possono limitarsi ad usare il browser.

Ma di fatto il sito sarebbe per i lettori, poi alcune parti del sito stesso
(Guida a ILDP, statotraduzioni, pagina di upload) in aggiunta alla mailing
list servono poi solo ai collaboratori.
Il lavoro di ILDP è sintetizzato nelle pagine che contengono l'elenco del
materiale tradotto, al lettore interessa quello.

[...]
> 2) Aggiornamento dei contenuti. Il processo di lavoro mi sembra sia
>    sempre stato: il traduttore va sul sito e cerca un documento che e`
>    interessato a tradurre, annuncia in mailing list le sue intenzioni,
>    se non ci sono obiezioni (in particolare da parte del coordinatore)
>    inizia il lavoro, quando ha terminato fa l'upload del lavoro,
>    annuncia la disponibilita` della traduzione in mailing list,
>    attende revisioni. 

La conferma è sostanzialmente inutile al momento, dato che a parte in alcuni
rari casi si dice di no ad una traduzione solamente se qualcuno sta già
lavorando alla traduzione dello stesso documento.

>    Questo processo ha il vantaggio di essere collaudato: e` tanto
>    tempo che si usa e non pone grossi problemi tecnici (sito + mailing
>    list sono piu` che sufficienti a gestire il tutto). 
> 
>    I problemi esistono, tuttavia: molti passi di
>    coordinazione richiesti al traduttore, costante presenza del
>    coordinatore cui e` richiesto di vagliare le varie richieste di
>    traduzione, possibile confusione ('avevo scritto che iniziavo a
>    tradurre il tal documento in maggio e ora qualcuno ha ricominciato
>    da capo il lavoro'). Il problema maggiore mi sembra, tuttavia, la
>    necessita` di doversi affidare sempre ad un coordinatore attivo,
>    presente, attento. Questa e` una presenza su cui si e` sempre
>    potuto contare in questi anni (non e` una captatio benevolentiae
>    ;-)), ma in futuro?

Ma per questo è stata appunto creata la pagina statotraduzioni che mostra
quali sono i documenti che stanno per essere tradotti, quelli che devono
essere aggiornati, ecc... Si va su quella pagina, si vede se un documento in
che stato è, se non è tradotto e non è segnato come in traduzione lo si può
iniziare a tradurre segnalandolo in lista. Il coordinatore che lavoro ha
fatto in questo procedimento? D'accordo che alla fine lo statotraduzioni lo
aggiorno io a mano ma il lavoro consiste nel modificare un paio di righe di
un file di testo alla settimana. È vero che sarebbe bello se fosse tutto
automatico, ma per una cosa del genere servono dei sistemi di autenticazione
che ILDP non ha e non ha mai avuto e che porterebbero la struttura del
progetto ad una complessità forse non indispensabile.

[...]
> *) Se il tempo e la voglia lo permettono, sarebbe interessante innestare
>    un sistema di valutazione delle traduzioni fatto, da una parte, dai
>    lettori (un sistema alla Amazon, per intenderci), dall'altra dai
>    revisori/altri traduttori (trust metric simile a advogato.org). Oltre
>    ad essere una cosa carina da fare, permetterebbe di promuovere
>    automaticamente una traduzione dallo stato in-cerca-di-revisione allo
>    stato revisionato-e-finito. 

Questo lo escluderei: si fa già fatica adesso a trovare _un_ revisore per
una traduzione... Ci sono traduzioni ferme da mesi in attesa di una
revisione che mi fanno pensare che un meccanismo di peer-review come quello
che proponi sia inattuabile.

>    Ovviamente, una volta che il sito sia dinamico e di facile
>    aggiornamento e gestione, ci si possono inventare le piu` diverse
>    amenita`... 

Il punto è: ha senso costruire tutto questo per il carico di lavoro che ha
il nostro progetto?
Siamo perfettamente d'accordo che una struttura completamente dinamica
toglierebbe un po' di lavoro manuale, ma ne vale davvero la pena?

-- 
Ciao,
Claudio


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