[PLUTO-ildp] Documentazione Debian ....

Dan illusionsensei a yahoo.it
Mer 4 Ott 2006 14:01:11 CEST


Giulio Daprelà ha scritto:
> Ovviamente non c'è solo questo, la ragione principale per cui io sono
>  arrivato qui è la stessa di moltissimi altri: restituire alla
> comunità ciò che dalla comunità ho ricevuto. Se poi, facendo questo,
> andrò in credito, non importa, perché sto facendo qualcosa in cui
> credo.

Ildp è un progetto della comunità free software e quindi per
"costituzione" aderente alla filosofia Gnu e motivata dallo stesso
spirito. Questa è una cosa che tutti noi dobbiamo sempre ricordare,
prima di tutto nella gestione del nostro impegno nel progetto, poi nel
nostro rapportarci con gli altri, interni o esterni al progetto che siano.

>> Si potrebbe ipotizzare forse di mettere in atto delle regole su 
>> assegnazione/rilascio delle guide, oppure costituire gruppi di
>> lavoro su guide specifiche che richiedono delle priorità ben
>> precise, in modo di motivare tutti i partecipanti a seguire delle
>> regole più stringenti.
> 
> Non ne vedo la ragione, e non è questo che voglio da questa mailing 
> list. Qui ognuno decide cosa fare, senza imposizioni o intruppamenti,
>  questa è la mia filosofia, e la lista è impostata di conseguenza. 
> Certo, ci sono casi in cui è necessario costituire un gruppo di
> lavoro e organizzarsi estremamente bene, come nella traduzione di
> LFS, ma anche qui sono riuscito a dare molta libertà alle persone.
> :-)

Concordo. Se il progetto fosse più vincolato, forse sarebbe più 
"produttivo"; ma sarebbe sempre libero come adesso e aperto alla 
partecipazione di tutti, anche di chi può dare solo un piccolissimo (ma 
allo stesso modo fondamentale) aiuto?
Io non credo. Questo non vuol dire che non debba esserci una struttura e 
l'anarchia debba regnare sovrana. Ma Ildp ha dimostrato nel tempo di 
sapersi gestire egregiamente e di non aver bisogno di altre regole se 
non quelle che ci siamo dati e alle quali ci atteniamo. Se a volte passa 
del tempo prima di avere un consiglio su una traduzione, ad esempio, non 
credo che sia un grave problema nè tantomeno sia un buon motivo per non 
chiedere più aiuto.
Qua non si vince niente. Se un documento slitta di una-due settimane ma 
è curato e corretto, ben vengano 15 giorni in più. Porre delle scadenze 
può escludere la partecipazione di chi non si sente in partenza in grado 
di rispettarle. Chiaramente ci sono dei limiti che sono rispettati 
tacitamente, un anno per la traduzione di un documento di normale entità 
è un periodo di tempo palesemente esagerato... ed inaccettabile, ovviamente.

>> Ed adesso mi contraddico da solo: ne
>> vale la pena "inquinare" l'ambiente con regole diverse?
> 
> No, e questo proprio perché la lista rispecchia il mio modo di vedere
>  le cose, e anche perché non credo che regole diverse porterebbero
> più partecipazione. E' il lavoro di traduzione a portare a un
> maggiore individualismo, perché il lavoro di gruppo necessario in una
> traduzione è marginale.
> 

Se una "regola" deve essere stabilita, potrebbe essere quella di avere 
il rispetto necessario per avvertire quando non si è in grado di 
terminare una traduzione o revisione o quando non si è più in grado di 
seguire il progetto, per evitare periodicamente di dover fare quello che 
è già stato fatto tempo fa per gli "howto senza padrone".
In una parola quindi rispetto. Ma questa è una cosa che non riguarda 
solo ildp...

>> Ovviamente queste sono solo riflessioni...
> 
> Anche le mie :-)

:D Come sopra!

Ciao a tutti e buon lavoro!
Dan


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